Napoli riapertura del Tunnel Borbonico

Tunnel Borbonico - Napoli

Tunnel Borbonico - Napoli

Monte di Dio, da venerdì 29 ottobre riapre al pubblico il tunnel che custodisce auto e moto degli anni ’40.

NAPOLI— Dopo circa 150 anni dal progetto iniziale di Ferdinando II di Borbone e del suo Architetto Errico Alvino, grazie all’Associazione Culturale “Borbonica Sotterranea”, viene restituito alla città un pezzo importante della sua storia.

Il Tunnel, nato con scopi militari, prevedeva un percorso che andava da Palazzo Reale a via Morelli; lungo il percorso lo scavo intercettò la rete di cunicoli e cisterne realizzate nel ‘700 per servire la zona di Pizzofalcone, utilizzando i tratti funzionanti dell’acquedotto seicentesco del Carmignano. Negli anni successivi, il progetto del Tunnel Borbonico fu dichiarato sospeso per motivazioni economiche e per il variato assetto politico che portò all’unità d’Italia. Durante la seconda Guerra Mondiale, a partire dal 1939, il Tunnel e le cavità adiacenti furono in parte adoperate come ricovero bellico, durante i numerosi bombardamenti, prima americani e poi tedeschi, a cui fu sottoposta la città di Napoli.

Il ritrovato tunnel borbonico aperto ufficialmente nei giorni scorsi per opera di una giovane associazione, Borbonica Sotterranea, aiutata (per l’impianto elettrico) dalla Banca Popolare di Milano, è un corridoio di segni e testimonianze dal Settecento alle notti del ’40-’44 quando, se non le sirene delle navi del porto, erano le stesse bombe ad avvisare i napoletani di rifugiarsi in queste ampie gallerie, a 25 metri sotto il livello stradale. Per i rifugiati le pareti di enormi cisterne erano imbiancate di continuo, per rendere meno angoscianti le lunghissime permanenze e gli unici manufatti crollati da allora sono gli imponenti barbacani che furono sistemati a chiusura davanti alle uscite dei pozzi, perché in una occasione, nel ’42, un bombardiere americano centrò proprio un pozzo e l’ordigno fece strage nel rifugio sotterraneo.

Tunnel Borbonico - Napoli

Tunnel Borbonico - Reperti

Il gruppo di speleologi e appassionati di Borbonica Sotterranea nelle cisterne più grandi, fra i detriti, ha trovato croci e un bassorilievo religioso dedicato a Santa Barbara, protettrice contro i fulmini e le morti improvvise e violente. Percorrendo fino alla fine il tunnel anche nel tempo, verso il cantiere del parcheggio Morelli confinante sfilano carcasse di moto e d’auto sequestrate ai primi contrabbandieri, alcune schiacciate da incidenti durante le fughe e senza i sedili posteriori per fare spazio alle merci contrabbandate, i tabacchi. E poi i resti di un mausoleo fascista finito in pezzi dedicato ad un comandante della marcia su Roma, Padovani Aurelio, che presentò Mussolini alla città al San Carlo.

Cinque anni di duro lavoro di pulizia e risistemazione per aprire l’ingresso in via del Grottone 4 (traversa di via Gennaro Serra a Monte di Dio) ad opera di un gruppo di volontari istruiti e guidati da una squadra di esperti, Gianluca Minin e Enzo Di Luzio, Paolo Sola e Marco Ruocco, che hanno fatto salti mortali per procurarsi bobcat e quanto era necessario a rendere i tunnel un museo.

L’ingresso del percorso della durata di 50 minuti con visite guidate è oggi solo da via del Grottone grazie ad una scala del ’700 in materiale resistente di pomice e malta realizzata per consentire ai “pozzari” di accedere all’acquedotto e liberata dai detriti in sei mesi. Il secondo accesso è al parcheggio di via Morelli e sarà aperto nei primi mesi del 2011 a conclusione dei lavori. Dall’ingresso da via Morelli saranno aperte le visite anche alle persone con difficoltà di deambulazione, gran parte del percorso è privo di barriere architettoniche.

Lo staf dell’ Hotel Villa Medici augura a tutti una buona visita.

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